Si può educare con la danza?

Quando un bambino si muove o danza, sta portando visibilità alla sua personalità. Più ricchi sono i suoi movimenti, più ricco sarà il suo apprendimento. Così come gli permettiamo di pensare, dovremmo permettergli di muoversi liberamente”. [Diane Fraser]

Oggigiorno molti genitori iscrivono i loro figli presso corsi di danza con lo scopo di farli semplicemente divertire, ma questa considerazione è ridotta, in quanto la danza invece risulta essere un ottimo strumento educativo.

Questa disciplina è il primo linguaggio con il quale entriamo in contatto fin dai primi giorni di vita. Il bambino, infatti, si esprime attraverso il corpo e instaura una relazione con la madre basata principalmente sul linguaggio corporeo; e proprio a partire dal proprio corpo, che il bambino interagisce con se stesso e con gli altri.

Attraverso il gioco, l’espressione corporea, lo studio dei ritmi e delle dinamiche motorie, il bambino impara a usare il proprio corpo e la propria immaginazione come modi per esprimersi e comunicare con gli altri: giocare con la danza e con il movimento è un istinto naturale [Gramigna A., 2005].

Avvicinarsi a quest’arte sin dalla prima infanzia, garantisce un sano e armonico sviluppo del corpo.

La danza, infatti può:

  •    Abituare ad una corretta postura
  •    Insegnare il senso del ritmo e della musica
  •    Aumentare la consapevolezza del proprio corpo
  •    Sviluppare l’equilibrio
  •    Migliorare forza, agilità, elasticità articolare e resistenza muscolare
  •    Aumentare la coordinazione
  •    Accrescere l’autostima
  •    Aiutare nell’espressione delle sensazioni e dei sentimenti
  •    Insegnare ad avere fiducia in se stesso
  •    Migliorare la gestione delle proprie emozioni
  •    Potenziare la capacità logica
  •    Insegnare la serietà nell’assumere un impegno e portarlo a termine
  •    Migliorare la memoria, la concentrazione, l’attenzione e la capacità di apprendimento
  •    Aiutare a confrontarsi con se stesso, prendendo coscienza delle proprie capacità e potenzialità
  •    Sviluppare il senso sociale e di gruppo
  •    Educare al rispetto delle regole e degli altri
  •    Aumentare la creatività

 

Maria Montessori sosteneva che il principio fondamentale deve essere la libertà dell’allievo, poiché solo la libertà favorisce la creatività del bambino già presente nella sua natura. Dalla libertà deve emergere la disciplina; essa è rigidità, regole, rispetto, obbedienza, educazione, tutte parole che conducono alla figura del ballerino.

La danza può dunque essere una strategia educativa? Di fatto può essere utilizzata in vari contesti da professionisti, ad esempio come:  

  • strumento educativo per i bambini, per quanto riguarda problematiche come l’iperattività o, semplicemente la timidezza e problemi di autostima;
  • strumento di integrazione per persone con disabilità e per un rafforzamento del gruppo;
  • strumento terapeutico, ad esempio nelle case di riposo e nelle case famiglia.

La tesi per cui la danza ha un grande valore educativo è stata sostenuta anche da Isadora Duncan; la danzatrice statunitense considerava la danza come un aiuto  naturale e bello per lo sviluppo del bambino che cresce in continuo movimento. L’artista affermava che, così come descritto nell’Emilio da J.J. Rousseau, un bambino non dovrebbe imparare a leggere e scrivere fino ai dodici anni; allo stesso modo fino a quell’età ogni conoscenza dovrebbe essere acquisita attraverso la musica e la danza.

Allo stesso tempo, Maria Fux ballerina, coreografa e danza terapeuta argentina creò la danza terapia, basando la sua metodologia di lavoro sull’integrazione di portatori di sindrome di Down, di ritardi mentali, di sordità, con problemi di isolamento, anziani, ecc.

Anche all’Università di Bologna, presso il Dipartimento di Musica e Spettacolo, nel 2001 nacque la DES – Danza Educazione Società, attualmente presieduta dalla prof.ssa Eugenia Casini Ropa. La DES ha come scopo la promozione, la diffusione e la ricerca attorno alla funzione pedagogica e formativa della danza in ambito educativo e sociale.

In conclusione, la danza può essere un potente mezzo educativo, in grado, se vissuta con passione, di contribuire a far diventare i piccoli allievi delle persone armoniose e forti, capaci di grandi cose nel futuro; pertanto ci si augura che come attività sia riscoperta anche per il suo rinnovato valore educativo e terapeutico.

 

  Gabriella Virgata

Info

 

 

 

 

Bibliografia:

 

Gramigna A. (2005) La Relazione formativa nell’alterità, Anicia, Roma.

Duncan, I. (2003), La mia vita, Dino Audino, Roma.

Fux M., Bensignor B. M. (2005), Cos’è la danzaterapia: il metodo María Fux. Intervista con Betina M. Bensignor, Edizioni del Cerro, Pisa.

Montessori M., (2000) La scoperta del bambino, Garzanti Libri, Milano.

Rousseau J.J., (1762), L’Emilio, Editori La Terza, Roma.

 

Sitografia:


https://www.desonline.it/

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