Famiglia e sviluppo: come i genitori influenzano la crescita dei figli


Quando si pensa alla parola famiglia, affiorano alla mente da subito concetti come sicurezza, protezione, amore, regole, educazione e tante altre voci che delineano questo piccolo gruppo ormai da secoli. Essa è un elemento essenziale della nostra civiltà, e la forma di assetto che attribuiamo alla nostra famiglia rivela i tratti caratteristici della nostra cultura (Donald W. Winnicott,2011). Ci si rende conto quindi che, anche se il contesto storico muta, la concezione che si ha della famiglia resta invariata.  

Ma qual è esattamente il ruolo della famiglia e che influenza ha nello sviluppo di un individuo? 

I primi mesi di vita del neonato sono caratterizzati dalla relazione di attaccamento, che poi avrà un’influenza importante nel corso della vita del soggetto. <<L’attaccamento è parte integrante del comportamento umano dalla culla alla tomba.>> [John Bowlby,1982]. Esso è un legame intimo, affettivo, che unisce il bambino al caregiver, ovvero all’adulto che si prende cura di lui a partire dalla nascita.

Molte ricerche empiriche, come gli studi etologici di Konrad Lorenz e Nikolaas Tinbergen sull’imprinting (apprendimento) e gli  esperimenti di Harlow, hanno ampiamente approfondito la continuità fra atteggiamenti materni e sviluppo del bambino (State of Mind, 2016). I risultati degli studi hanno affermato che le madri che forniscono una base sicura attraverso comportamenti affettuosi verso i figli, contribuiscono ad uno sviluppo con un adattamento sociale positivo e una buona capacità di autovalutazione. Al contrario, gli infanti con madri resistenti al contatto fisico e con scarse capacità di far fronte ai bisogni del proprio bambino svilupperanno una pessima fiducia di sé e degli altri, avranno dei comportamenti caratterizzati da rabbia ingiustificata e isolamento (Franca Tani,2011).

Anche lo sviluppo emotivo è fortemente influenzato dalla cura genitoriale. Le ricerche dimostrano, infatti, che i neonati modifichino le proprie espressioni emotive in base a quelle dei loro genitori esattamente come gli adulti cambiano le proprie in risposta a quelle dei loro piccoli  (Perricone, Polizzi e Morales,2015). Dunque, genitori responsivi e sensibili farebbero la differenza per lo sviluppo di una efficiente competenza emotiva. Inoltre, l’azione dei caregiver ridurrebbe il livello degli ormoni dello stress consolando il bambino quando piange o si fa male, cantandogli la ninna nanna per farlo addormentare e così via (De Haan e Gunnar, 2009).

Esiste una correlazione tra l’autostima e i comportamenti dei genitori?

Ricerche più ampie hanno dimostrato che le qualità parentali sono legate allo sviluppo della stima di sé (Coppersmith,1967).  Fattori come manifestazioni affettuose, interessamento ai problemi del bambino e libertà nei limiti ben definiti, possono contribuire alla costruzione di una rappresentazione positiva di sé stessi.<<La famiglia, infatti, costituisce un contesto, una matrice relazionale che consente al singolo di sperimentarsi, di ricercare risorse personali e di valorizzarle, di operare un bilancio delle proprie competenze.>> (Perricone, Polizzi e Morales,2015 : pag.251 e 405).

L’adolescenza è un periodo molto delicato per ognuno ed è proprio in questa fase che inizia la ricerca di un equilibrio tra il voler diventare autonomi e il bisogno di socialità. Anche qui il contesto familiare è abbastanza influente, dal momento che promuove e accompagna sia il processo di formazione dell’individualità (Schacter e Ventura, 2008) “e quindi l’abilità di avere e di comunicare il proprio punto di vista”, sia la costruzione di reti sociali, ovvero la sensibilità e il rispetto per le idee altrui. I genitori, perciò, svolgono la fondamentale azione di incoraggiare gli adolescenti ad esplorare il mondo e a socializzare, fornendo allo stesso tempo una base sicura e un riparo in cui rifugiarsi in momenti di sconforto o delusione che possono accadere al di là delle mura domestiche. Nelle famiglie non supportive, infatti, caratterizzate da condizioni di maltrattamento o traumatiche, i bambini possono essere talmente travolti dallo stress da non riuscire ad utilizzare queste strategie (Field, 2008).

Nel percorso che velocemente si dirige verso l’età adulta, l’individuo fa esperienza di tutti quei valori, norme e modelli che gli sono stati trasmessi sin dall’età infantile, attraverso parole ed esempi concreti. Crescendo poi, ciascun soggetto fa tesoro di ciò che ha appreso dalla propria famiglia, rafforzando lo stesso pensiero o modificandone alcuni aspetti. Ciò permette la formazione di un bagaglio personale fatta di princìpi, punti di forza, valori e regole morali necessari per la vita in una società caratterizzata da mille idee e condotte.


Desirè Spagnolello

Info

 

 

Bibliografia:

Giovanna Perricone, Concetta Polizzi e Maria Regina Morales, 2015, Corso di Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione con elementi di Psicologia pediatrica.

Donald W. Winnicott, La famiglia e lo sviluppo dell’individuo,in Biblioteca della mente, Corriere della sera, Milano, 2011.

 

Sitografia:

Franca Tani, ifefromm.it, 12 dicembre 2017: http://www.ifefromm.it/rivista/2011-xx/1/interventi/francatani.pdf.

Alessia Offredi, State of Mind, 11 aprile 2016: http://www.stateofmind.it/2016/04/attaccamento-esperimento-di-harlow/.

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