Da gay a checca. Il bullismo omofobico e le sue conseguenze.

Il bullismo è una forma di prevaricazione che può riguardare vari aspetti, come per esempio l’aspetto fisico, l’etnia, la disabilità e l’orientamento sessuale. Purtroppo capita spesso di imbattersi in notizie relative al suicidio di ragazzi che ne sono vittime e che molto spesso si tinge delle sfumature dell’omofobia. «Il bullismo è una forma di comportamento aggressivo nella quale qualcuno, intenzionalmente e ripetutamente, causa ad una altra persona danni e sofferenza. Il bullismo può manifestarsi sotto forma di contatto fisico, attacco verbale o altre forme impercettibili», così l’American Psychological Association definisce tale fenomeno. Il termine omofobia invece è stato coniato dallo psicologo George Weinberg, per indicare la paura irrazionale, l’intolleranza e l’odio verso le persone omosessuali da parte della società eterosessista (Weinberg, 1972).

Il bullismo può manifestarsi in varie forme (Istituto Beck Roma):

  • Verbale/Psicologica; prese in giro, nomignoli o soprannomi poco gradevoli, insulti e minacce.
  • Fisica; ricevere pugni, calci, essere spesso immischiato in risse (in maniera involontaria) o essere vittima di qualsiasi tipo di violenza fisica.
  • Di appropriazione; subire furti di oggetti o di denaro.
  • Sessuale; quando il bullo prova a baciare, spogliare o toccare senza il consenso la sua vittima.

Nell’era digitale, inoltre, il bullismo (detto cyberbullismo) diventa ancora più minaccioso, la pressione costante perseguita la vittima ovunque e l’aggressore può superare facilmente i limiti grazie all’anonimato. Il cyberbullismo si esprime attraverso la condivisione di continue prese in giro, condivisione di foto e video denigratori nonché discorsi e parole carichi di odio e di disprezzo (hate speech), il cui scopo è proprio quello di distruggere la persona presa di mira (Smith et al., 2008; Hinduja & Patchin,2009).

Secondo dati di maggio 2017 pubblicati dall’Osservatorio Nazionale Adolescenza, il 6% degli adolescenti tra i 14 e i 19 anni si è fidanzato con una persona dello stesso sesso. Di questi il 95% ha il terrore di essere preso in giro e di non essere accettato dagli altri a causa della sua omosessualità. I compagni di scuola, testimoni degli atti di bullismo, potrebbero non intervenire per paura di diventare vittime a loro volta o di essere considerati anch’essi omosessuali. Le aggressioni vengono quasi sempre agite in gruppo, fattore che spaventa e inibisce ancora di più una reazione.

Le conseguenze del bullismo omofobico sono molto spesso gravi, le ferite a livello psicologico possono essere molto profonde. L’adolescenza è un periodo critico in cui i ragazzi hanno bisogno di condividere con il gruppo e di essere accettati da esso (Collier, Bos, Standfort, 2013). I giovani che cominciano a sperimentare l’attrazione per ragazzi dello stesso sesso avranno difficoltà ad aprirsi con i compagni per paura di non essere accettati, preferiranno quindi reprimere se stessi per non essere giudicati o rifiutati. I ragazzi che sono vittime di bullismo omofobico tenderanno a rinchiudersi in se stessi e ad isolarsi rischiando di abbandonare la scuola per fuggire dai loro “carnefici” . Le violenze psicologiche e fisiche subite possono abbassare fortemente l’autostima della vittima portandola ad autoconvincersi di essere ciò che dice il bullo, sperimentando sentimenti di colpa, vergogna e inadeguatezza, vivono in uno stato continuo di allarme e tensione (Collier, Bos, Standfort, 2013). Una delle conseguenze più gravi, essendo fortemente minata la fiducia in se stessi, sarà proprio la depressione che potrà avere un epilogo tragico come il suicidio. Più il rifiuto dell’ambiente, della scuola e della famiglia è forte, più sarà profonda la depressione e, quindi, il rischio di suicidio.

Per quale motivo si scatena il bullismo e soprattutto il bullismo omofobico? I ragazzi che compiono atti di bullismo o violenti sono senza dubbio ragazzi con bassi livelli di empatia e prosocialità verso il prossimo (Gini, Albiero, Benelli, Altoè, 2017 e McDade, King, Vidourek, Mérinos, 2017). Un ragazzo che aiuta i compagni, che offre sostegno emotivo, che è curioso, che condivide i propri giochi sarà un ragazzo che molto probabilmente avrà successo a scuola e questo gli permetterà di contrastare l’aggressività. È stato dimostrato infatti che il comportamento prosociale contrasta i comportamenti aggressivi e violenti nella transizione in adolescenza e quindi contrasta il bullismo e migliora le relazioni interpersonali (Caprara, Barbaranelli, Pastorelli, Bandura e Zimbardo 2000). Il bullismo è un modo di perpetuare il predominio di chi si crede (o è ritenuto) forte su chi si crede debole. Spesso dietro a questi atti c’è un disagio psichico e relazionale del bullo che tenta così di affermare la sua normalità (Lingiardi, 2015).

Sicuramente anche la componente sociale gioca la sua parte. Dietro a questa violenza c’è una vera e propria paura verso colui che è diverso. L’omofobia quindi oltre ad essere il risultato di un’educazione familiare dipende anche dal contesto socio-culturale in cui si cresce. Se una cultura si basa sul pregiudizio e sulla non accettazione delle differenze individuali non solo porterà gli adulti a non accettare le possibili differenze (nel nostro caso l’omosessualità), ma sarà un esempio con cui cresceranno anche i bambini.

Cosa si può fare per tentare di bloccare questo fenomeno? Il modo migliore per contrastare il bullismo è favorire lo sviluppo  della prosocialità già dalla scuola elementare, come è stato dimostrato i bambini con alti livelli di prosocialità hanno con minore probabilità comportamenti aggressivi (McCarty et al, 2016). I bambini imparano ad interpretare le proprie ed altrui emozioni osservando il comportamento dei genitori e di coloro che si prendono cura di loro (Caprara, Barbaranelli, Pastorelli, Bandura e Zimbardo 2000). È per questo che gli adulti dovrebbero cercare  di essere prosociali e non aggressivi. L’ambiente familiare è quindi molto importante. È fondamentale dare importanza alle relazioni, all’ascolto dei bisogni altrui, ai loro sentimenti, alla fiducia, all’aiuto reciproco ed evitare i  pregiudizi verso colui che è diverso. Clima familiare positivo, senso di sicurezza a scuola, poter contare su adulti affettuosi e rispettosi del proprio percorso di coming out (passaggio…) rappresentano degli importanti fattori protettivi. (Rivers, 2015)

Il bullismo omofobico è un fenomeno difficile da arginare soprattutto in paesi come il nostro dove troppo spesso l’educazione alla sessualità non rientra nei programmi scolastici perché considerata un tabù. Sia la scuola che la famiglia devono cercare di favorire un’educazione che si fondi sul rispetto e sull’accettazione dell’altro. Cercare di arginare i comportamenti violenti e discriminatori e cercare di rompere il muro del silenzio che spesso colpisce chi è testimone e non denuncia.

Il bullismo è di per sé un comportamento riprovevole, per qualsiasi motivo esso avvenga, la speranza è che la sensibilizzazione che si cerca di diffondere con sempre maggiore intensità nelle scuole abbia i suoi effetti.

 

 

Xenia Sakoff

Info

 

 

Bibliografia

Caprara, G. V., Barbaranelli, C., Pastorelli, C., Bandura, A., & Zimbardo, P. G. (2000). “Prosocial foundations of children’s academic achievement” In Psychological Science; 11, 302-306.

Collier K.L., Bos H.M.W., Standfort T.G.M. (2013). “Homophobic Name-Calling Among Secondary School Students and Its Implications for Mental Healt” In Journal of Youth and adolescence; 42(3): 363–375.

Gini G., Albiero P, Benelli B, Altoè G. (2017) “Does empathy predict adolescents’ bullying and defending behavior?” In Aggressive Behavior; 33(5): 467476.

Herek, G.M. (2004). “Beyond Homophobia: thinking about sexual prejudice and stigma in the twenty-first century” In Sexuality Research & Social Policy; 1(2): 6-24.

Hinduja S., Patchin J.W., (2009). “Bullying Beyond the Schoolyard: Preventing and Responding to Cyberbullying” In Thousand Oaks, CA: Sage Publications.

McCarty S., Teie S., McCutchen J., Geller ES. (2016). “Actively caring to prevent bullying in an elementary school: Prompting and rewarding prosocial behavior” In Journal of  Prevention and Intervention Community; 44(3): 164-76.

McDade RS, King KA, Vidourek RA, Merianos AL (2017). “Impact of Prosocial Behavioral Involvement on School Violence Perpetration Among African American Middle School and High School Students” In Journal of Immigrant and Minority Health; 20(1): 7-13.

Rivers (2015). Bullismo omofobico: Conoscerlo per combatterlo, Il Saggiatore.

Smith P.K., Mahdavi J., Carvalho M., Fisher S., Russel S., Tippett N. (2008). “Cyberbullying: Its nature and impact in secondary school pupils” In Journal of Chil Psychology and Psychiatry; 49 (4),376-385.

Weinberg (1972). Society and the Healthy Homosexual. New York, St. Martin’s Press

Sitografia

Intervista a Vittorio Lingiardi del 3 luglio 2015:
https://www.repubblica.it/scuola/2015/07/02/news/scuola_lingiardi_difendiamo_i_nostri_figli_dal_bullismo_omofobico_-118201035/

https://www.istitutobeck.com/bullismo-omofobico-cyberbullismo

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