L’educazione motoria serve ancora?

A chiusura dei lavori del 2018 alla Camera dei Deputati si è discusso in merito all’insegnamento curricolare dell’educazione motoria nella scuola primaria, prevedendo l’inserimento di due ore settimanali di scienze motorie in tutte le classi elementari. La grande novità è che a fare lezione ai bambini non saranno più gli insegnanti di matematica, italiano o scienze (cosiddetti “docenti di posto comune”, come avviene ora) bensì professionisti laureati in Scienze e tecniche delle attività motorie preventive e adattative o in Scienze e tecniche dello sport.

Sembrerà una banalità, ma non lo è affatto! Fino ad oggi, purtroppo, si è data poca importanza alle pratiche sportive a scuola per le fasce di bambini più piccoli, costringendo maestre non formate in materia a “intrattenere” gli stessi in palestra.

Uno sguardo alle recenti Leggi

Nelle Indicazioni Nazionali del 2012, ossia il “regolamento” della scuola, viene ribadito  che, nel primo ciclo di scuola, l’educazione fisica promuove la conoscenza di sé e delle proprie potenzialità nella costante relazione con l’ambiente, gli altri e gli oggetti.

Tale disciplina contribuisce alla formazione della personalità dell’alunno attraverso la conoscenza e la consapevolezza della propria identità corporea, nonché del continuo bisogno di movimento come cura costante della propria persona e del proprio benessere. L’educazione motoria è quindi l’occasione per promuovere esperienze cognitive, sociali, culturali e affettive.

Ma, nonostante queste indicazioni, fino ad oggi le discipline motorie hanno incontrato critiche e incomprensioni circa le loro effettive potenzialità formative, e questo è avvenuto a causa sia del permanere di un approccio culturale che separa la dimensione del corpo da quella della mente sia dalla scarsa importanza attribuita a questo insegnamento nel contesto scolastico.

L’apprendimento nasce dal corpo

Il valore dell’attività motoria nei bambini è stato riconosciuto da tempo, basti pensare al detto latino “Mens sana in corpore sano“. (Giovenale, Satire, X, 356).

L’educazione motoria gioca un ruolo fondamentale per la salute della persona, e ciò è particolarmente evidente nel periodo tra l’infanzia e l’adolescenza, nel quale acquisisce un’importanza centrale per il benessere fisico, psicologico e sociale.

La persona, infatti, è formata da diverse aree: cognitiva, organico-motoria, emotivo-affettiva, sociale e l’attività fisica funge da mediatore per lo sviluppo completo della persona (Stodden et al., Morano et al., 2011). Quindi, possiamo affermare che ogni vero apprendimento nasce dal corpo.

E’ un dato ormai acquisito che i bambini che non giocano o non si muovono abbastanza, manifestano spesso ritardi non solo nello sviluppo fisico e nelle facoltà motorie, ma anche nell’acquisizione del linguaggio, nella capacità di concentrazione e nello sviluppo delle facoltà cognitive (Area pediatrica – Rivista ufficiale di formazione continua della Società Italiana di Pediatria)

A cosa serve di fatto l’educazione fisica?

In età evolutiva, può svolgere numerose funzioni:

– Favorisce uno stile di vita sano e previene le dipendenze: i cambiamenti dello stile di vita, l’uso delle tecnologie, la sedentarietà, le scorrette abitudini alimentari, purtroppo, hanno causato un’escalation di problemi di salute, in particolare sovrappeso e obesità, problemi metabolici e cardiovascolari in età sempre più giovane, che grazie all’attività motoria possono essere ridotti. (Who,2015).

Sul piano fisico aiuta ad avere una maggiore consapevolezza delle proprie sensazioni e dei limiti corporei, ad accettare con maggiore facilità i cambiamenti fisici che sopraggiungeranno con lo sviluppo adolescenziale, contribuendo a costruire un’immagine corporea più positiva.

Allevia lo stress: alcuni bambini sperimentano nella loro vita altrettanto stress, depressione e ansia degli adulti e poiché l’esercizio migliora la salute in generale, un bambino in forma è più probabile che sia riposato e mentalmente forte. (Campagna A., 2004)

– Sul piano affettivo e relazionale la presenza dei compagni durante l’ora di ginnastica e nei giochi di squadra rappresenta un rilevante momento di socializzazione nel quale è possibile acquisire valori etici come la solidarietà, la cooperazione, la lealtà verso l’avversario ed il rispetto per l’altro, la condivisione di regole e spazi. Inoltre, attraverso la dimensione motoria si facilita l’espressione di istanze comunicative e disagi di varia natura che non sempre si riesce a comunicare con il linguaggio verbale. (Colella D., 2011)

– Influisce sullo sviluppo dell’autostima: Secondo Corbin e Pangrazi, infatti, le attività fisiche svolte a scuola costituiscono esperienze fortemente correlate alle convinzioni di auto-efficacia individuale e favoriscono lo sviluppo delle cosiddette life-skills.(Corbin C.B., Pangrazi R.P., 2004)

– Sul piano cognitivo, favorisce lo sviluppo dell’intuito, del senso critico e promuove e consolida alcune competenze come la memoria, l’attenzione, la capacità di valutare e pianificare le azioni nel tempo, aumentando il senso di sicurezza. Inoltre, è stato dimostrato che una moderata attività fisica può migliorare l’abilità del bambino in materie scolastiche come l’aritmetica, la lettura e la memorizzazione.(Campagna A., 2004)

Dalla riflessione condotta si può concludere che l’introduzione di un docente specializzato di educazione fisica a scuola, sia un passo importante per il riconoscimento della rilevanza  di tale disciplina che, oltre a riguardare i processi di apprendimento e sviluppo motorio, comprende la promozione della salute e dell’efficienza fisica, l’educazione alla corporeità, l’acquisizione di competenze sociali e relazionali.

Dichiara l’On. Luigi Gallo presidente della commissione Cultura alla Camera durante la discussione in aula: «Le scuole primarie devono essere luoghi di movimento per i bambini e troppo spesso, invece,i nostri fanciulli sono bloccati ai loro banchetti e seduti per ore mortificando crescita, cura, benessere sia psichico che fisico, e soprattutto apprendimento»

 

Barbara Bianchessi

Info

 

 

Bibliografia

Legge 13 luglio 2015, n.107 “Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti”

Campagna A. Lo sport nell’età evolutiva scritti del convegno a Massa Marittima Marzo 2004

Cei A.  Psicologia dello sport. Il Mulino, Bologna 1998Strong et al. The Journal of Pediatrics Vol. 146, iusse 6, June 2005

Cunti A. Sfide dei corpi. Identità Corporeità Educazione, Franco Angeli 2016

Colella D. Competenze motorie e stili d’insegnamento in Educazione Fisica, Cqia Rivista, Ottobre 2011

Berti E., Comunello F. Corpo e Mente in Psicomotricità, Erikson, 2011

Corbin C.B., Pangrazi R.P., Physical activity for children: Current patterns and guidelines, in President’s Council on Physical Fitness and Sports Research Digest, 5, 2004

Who,2015, “Physical activity strategy for the WHO European Region 2016-2025”.

Sitografia:

https://www.youtube.com/watch?v=yncO5iDalDY
http://www.rossellagrenci.com
https://www.mcurie.edu.it/files/bonandi.bruno/sportsigrazie.pdf
https://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/DF/339618.pdf

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.