Disturbi specifici dell’apprendimento: quale regolamentazione per l’inclusione?




I DSA sono un insieme disturbi caratterizzati da persistenti difficoltà nell’apprendimento di abilità scolastiche di vario genere. Tali difficoltà, per essere considerate DSA, devono verificarsi per almeno 6 mesi e necessitano la diagnosi da parte di un neuropsichiatra infantile, di un logopedista o di uno psicologo.

Questi Disturbi sono suddivisi dal DSM-5 (Manuale Diagnostico e Statistico dei disturbi mentali) in tre categorie:

  • I disturbi con compromissione della lettura caratterizzati da pattern di difficoltà di apprendimento che comprendono accuratezza e fluenza nella lettura e comprensione del testo;
  • I disturbi con compromissione della scrittura che prevedono problematiche nella grammatica e nell’organizzazione fraseologica;
  • I disturbi con compromissione del calcolo nei quali ritroviamo difficoltà nel contare, nella memorizzazione e nel ragionamento matematico e poca chiarezza sul concetto di numero.

A queste tre categorie distinte si aggiunge la ‘comorbilità’, ovvero la possibilità di compresenza di due o addirittura tutte e tre queste problematiche nello stesso soggetto. Tali disturbi prima andranno affrontati e gestiti attraverso attività specifiche e prima porteranno ad un possibile miglioramento.

Nel luglio 2011 il Ministero dell’Istruzione ha portato a compimento il decreto 170/2010 riguardante i diritti degli alunni con DSA e le relative linee-guida che competono i docenti nel relazionarsi con allievi che hanno questi disturbi.

La legge ha riconosciuto la dislessia, la disgrafia, la disortografia e la discalculia come DSA che si presentano con capacità cognitive adeguate, in assenza di deficit neurologici, ma che presentano una limitazione per la vita quotidiana; l’impegno è l’obiettivo del MIUR è stato quindi quello di garantire il diritto all’istruzione anche in presenza di questi deficit, favorire l’inclusione ed uguali opportunità di sviluppo delle capacità riducendo i disagi e fornendo misure di supporto e incrementando la collaborazione tra scuola, famiglia e servizi sanitari.

Cosa prevede in breve questo decreto?

Innanzitutto bisogna specificare che gli alunni con difficoltà scolastiche e di apprendimento sono considerati, assieme agli allievi con disabilità, alunni che hanno Bisogni Educativi Speciali (BES). La classificazione però è differente poichè la legislazione per l’alunno con DSA  prevede che gli insegnanti, in accordo con la famiglia, si riuniscano per la stesura del PDP (Piano Didattico Personalizzato) senza accompagnamento del sostegno mentre nell’alunno con disabilità si procede alla stesura del PEI (Piano educativo individualizzato) e all’assegnazione di un insegnante di sostegno. La differenza è data proprio dal fatto che i livelli di difficoltà sono differenti e, soprattutto, come già accennato in precedenza nei DSA non si presentano (salvo casi particolari) problematiche a livello neurologico.

È a partire dal Piano Didattico Personalizzato, redatto dal consiglio di classe all’inizio dell’anno scolastico e verificato almeno due volte all’anno, che possiamo procedere con la formazione scolastica dell’alunno con DSA; tale documento può essere scritto solamente previa certificazione di diagnosi dell’effettivo disturbo specifico correlato all’alunno. La diagnosi, come già sottolineato, spetta esclusivamente a neuropsichiatra, psicologo o logopedista. Solitamente il genitore è in possesso di questo documento di certificazione, ma qualora non sia ancora stata fatta una diagnosi possono essere gli insegnanti a chiedere e segnalare la necessità di ottenere una certificazione positiva o meno di DSA.

La vera importanza del PDP è il contenuto: è all’interno di questo che saranno indicate le linee guide e tutte le informazioni sull’alunno, le competenze raggiunte e gli obiettivi previsti per la fine dell’anno. Ad aiutare e sostenere l’alunno sarà poi l’insieme di tutti gli strumenti dispensativi e compensativi, dei metodi di valutazione e verifica, dei dettagli sul materiale scolastico assegnato all’alunno ed i compiti da svolgere a casa.

Proprio grazie all’utilizzo di strumenti e metodologie differenti la regolamentazione attuata dal Ministero della Salute nel 2011 risulta un fondamentale punto di svolta nel rapporto scuola-famiglia per questa tipologia di problematiche poichè permette di far raggiungere i medesimi obiettivi ad alunni che presentano delle difficoltà, ma che possono superarle se debitamente seguiti ed aiutati.

Vediamo nello specifico cosa prevedono i diritti dello studente con DSA:

  • Strumenti compensativi: hanno il fine di evitare disagio nello svolgimento di compiti o nell’attenzione scolastica. Tali strumenti sono un sostegno per mantenere lo stesso livello di apprendimento facilitando semplicemente l’esecuzione di alcuni passaggi (es. utilizzo della calcolatrice o tabelle numeriche per i calcoli o uso del computer per scrivere).
  • Strumenti dispensativi:prevedono la dispensa da alcune prestazioni o l’utilizzo di tempi ad hoc per la realizzazione o lo svolgimento di determinati compiti o verifiche e metodi di valutazioni differenti.
  • Quantità di compiti assegnati e scadenze per la consegna: nella formazione di alunni con DSA si tende ad evitare il sovraccarico o la sovrapposizione di più materie di studio per evitare tensione e disagio ed in modo da permettere il corretto apprendimento e svolgimento delle attività assegnate.
  • Modalità di assegnazione dei compiti: tali modalità variano a seconda della tipologia e gravità del disturbo e sono sempre volte ad accompagnare la comprensione e lo svolgimento dei compiti.

L’importanza della Regolamentazione è dunque fondamentale proprio perchè permette l’inclusione dell’alunno all’interno del contesto scolastico, facilitandone i tempi e i modi di apprendimento senza ridurne gli obiettivi finali, ma semplicemente diminuendo gli ostacoli nella comprensione e nella gestione.

 

Valentina Zanoni

info

 

 

 

 

Bibliografia

 

Manuale Diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM-V) – American Psychiatric Association – 1980 – Raffaello Cortina Editore

Dispense Formazione Erickson: ‘DSA e i disturbi del linguaggio’ – Giorgia Sanna – 2017 – Centro Studi Erickson

 

Sitografia

www.tuttodsa.it

www.gazzettaufficiale.it

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