Goffaggine o Disprassia evolutiva? Migliorare la motricitá giocando

Goffo, impacciato, lento, distratto; questi sono solo alcuni degli aggettivi con cui solitamente s’inizia a descrivere un bambino che inciampa spesso sui suoi piedi, fatica ad allacciarsi le scarpe o ad afferrare una palla al volo, a correre, ad andare in bicicletta o sull’altalena o ancora a tracciare una linea dritta, a identificare figure simili o piuttosto a disegnare, colorare o scrivere. E se non si trattasse di semplice goffaggine ma piuttosto di disprassia evolutiva?

Lo sviluppo delle abilità prassiche coincide con la nascita dell’intenzione, della regolazione dei propri processi cognitivi per organizzare risposte adattive, intendendo quindi la disprassia come “la difficoltà a rappresentarsi, programmare ed eseguire atti motori in serie, finalizzati ad un preciso scopo ed obiettivo” (Sabbadini per AIDEE).

Tale difficoltà, sia essa primaria o pura, ovvero non associata ad altra patologia, oppure secondaria, ossia associata ad altre patologie e sindromi come PCI, Sindrome di Down, ADHD, può presentare difficoltà a livello verbale o orale, nella marcia o nella coordinazione, nell’abbigliamento o nella scrittura (DSM-V, 2014).

Un elemento particolarmente caratteristico dei bambini disprassici è la difficoltà nella motricità fine (uso delle dita) o globale (coordinazione motoria), così come la scarsa consapevolezza propriocettiva o corporea; cadere o inciampare per questi bambini non è sintomo di goffaggine quanto piuttosto una difficoltà di consapevolezza e coordinazione dei propri arti e dello spazio a disposizione.

Già in età prescolare, le attività che richiedono la motricità fine sono parte integrante dello sviluppo del bambino, come ad esempio: colorare con i pastelli, giocare con le costruzioni o con i puzzle per passare poi a tutte le attività di cura della propria persona come infilare i bottoni, allacciarsi le scarpe, usare le posate nel modo corretto a tavola, sono tutte attività con le quali il bambino si confronta ogni giorno.

Come aiutare questi bambini a giocare senza farsi male, a correre senza capitolare, ad allacciarsi le scarpe e vestirsi in autonomia, a scrivere, disegnare e colorare più velocemente o con più precisione? Quali attività proporre per poter migliorare le competenze motorie fini?

Una risposta pedagogica si può trovare nella letteratura di Donald Winnicott (2001) e di Maria Montessori (1999), i quali sottolineano come il gioco rappresenti uno dei modi privilegiati per esplorare il mondo esterno e quello delle relazioni interpersonali, per sviluppare abilità motorie e cognitive, per agire la propria creatività.

Il primo passo nel movimento è quello dell’afferrare o prensione: non appena la mano afferra qualche cosa si desta la coscienza del gesto. (Montessori,1999)

È la stessa Maria Montessori a proporre attività cosiddette di vita pratica, come l’attività di manipolazione di differenti materiali e consistenze all’interno del “cesto dei tesori”, oppure il gioco del travaso (dai liquidi come l’acqua alla sabbia, alle perline, alla pasta), o ancora creare collanine o braccialetti, stendere i panni con le mollette, allacciare una giacca con i bottoni o con una cerniera. Tutte queste attività, seppur apparentemente semplici, possono risultare complesse per i bambini con una difficoltà a livello prassico e dunque particolarmente utili per migliorare le capacità fini e grosso motorie.

Dai 4 anni in su possono essere proposte, sia a casa che a scuola, altre attività ludico-didattiche come quelle sotto elencate:
  1. Travasi di liquidi con le spugne: si possono travasare i liquidi anche immergendo una spugnetta in una brocca contenente acqua e strizzandola in una ciotola vuota fino a riempirla;
  2. Travasi con le pinze: travasi complessi, utilizzando pinze da cucina di varie forme e resistenze;
  3. Creare costruzioni con le cannucce: incastrando tra loro delle semplici cannucce.
  4. Modellare: manipolare il pongo o la pasta della pizza per creare personaggi e oggetti con le proprie mani;
  5. Scartare o incartare pacchetti od oggetti solidi con la carta alluminio;
  6. Avvitare e svitare: gesti semplici e quotidiani, come avvitare e svitare grosse viti, barattoli, aprire contenitori ermetici…;
  7. Tagliare percorsi con le forbici o con un punteruolo;
  8. Timbrare: attività Montessori che coniuga la motricità fine con la conoscenza dei colori e dei numeri;
  9. Appiattire i colori con le mollette: per aiutare i bambini a comprendere i colori, i loro nomi e le sfumature e differenze tra colori;
  10. Usare il contagocce: per dipingere o fare travasi, il contagocce è un perfetto strumento di sviluppo della manualità fine e della coordinazione occhio e mano;
  11. Preparare gli spiedini di frutta: un’attività di vita pratica che, come spesso accade, diventa anche un motivo di potenziamento per le abilità del bambino;
  12. Seguire spirali, linee e pattern: un’attività ideale che stimola le qualità del pregrafismo, in cui chiediamo al bambino di seguire le linee tracciate su un foglio utilizzando perline o pietre colorate, o sassi, o legumi secchi;
  13. Camminare o saltare su cerchi o pezzi di stoffa o carta posizionati a terra: utile per poter allenare la coordinazione motoria e la disposizione dello spazio;
  14. Strisciare sul pavimento come serpenti: utile per poter far apprendere ai bambini il corretto coordinamento di gambe e braccia.

Come la pedagogia speciale insegna, i bambini con difficoltà, così come quelli con disabilità, devono innanzitutto essere visti come bambini, piccoli uomini in grado di apprendere e vedere il mondo con la stessa gioia dei loro pari; compito degli educatori, genitori e insegnanti è quello di accompagnarli nel loro percorso di crescita attraverso attività, anche ludico-didattiche, che possano facilitare il loro modo di apprendere e di divertirsi!

 

 Rosa Giulia Maglione  

Info

 

 

 

Bibliografia

Biondi M. (a cura di), DSM-5. Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, Raffaello Cortina, Milano 2012

Boccalini L., Beltrami L., Il metodo Montessori per tutti, BUR, Milano 2017

Montessori M., La mente del bambino. Mente assorbente, Garzanti Libri, Milano 1999

Sabbadini L., La disprassia in età evolutiva…questa sconosciuta, AIDEE

Valente D., Come liberare il potenziale del vostro bambino. Manuale pratico di attività ispirate al metodo Montessori per i primi due anni e mezzo, Per un Mondo Nuovo Editore, 2015

Winnicott D. W., Gioco e realtà, Armando Editore, Roma 2001

 

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