Quanto sono affidabili i “test psicologici” online?

Spesso su riviste, giornali e siti online, troviamo degli agglomerati di domande definiti “test psicologici”. Generalmente, un titolo accattivante ed una lista di domande vengono presentate al lettore, il quale, dopo aver risposto, ottiene un punteggio che lo assimila ad alcuni profili di personalità in funzione della somma ottenuta. In alternativa, è possibile trovare online delle forme approssimative di test proiettivi, ovvero procedure di indagine che assumono che le modalità in cui le persone interpretano gli stimoli ambigui consentano di elicitare caratteristiche inconsce e profonde della personalità (Pedrabissi L. & Santinello M., 1997).

Far passare questi test online come test psicologici è un’operazione che nuoce alla credibilità della psicologia (Ercolani A.P., Perugini M., 1997). La psicologia, infatti, in quanto scienza che studia il comportamento umano, permette di  «acquisire conoscenze in base a osservazioni obiettive: osservazioni per cui persone con una percezione normale, poste nello stesso luogo e nello stesso tempo, giungerebbero al medesimo risultato»  [McBurney, 2001].

Cosa è un test psicologico e cosa lo rende affidabile?

Un test psicologico è una «misurazione obiettiva e standardizzata di un campione di comportamento» [Anastasi, 1992]. Concretamente, un test è costituito da un insieme di stimoli (chiamati item) presentati al soggetto in condizioni uniformi e standardizzate (le medesime per tutti); permette di elicitare risposte nei soggetti cui viene somministrato (tali risposte costituiscono quello che viene definito un campione di comportamento); infine, consente, l’attribuzione di un punteggio alla risposta secondo criteri definiti a priori: tale punteggio è interpretabile solo in relazione a particolari standard di performance (Sartori, 2010). Si tratta quindi di una procedura sistematica che consente di osservare e descrivere il comportamento di una persona, con l’aiuto di una scala di misura e di un sistema di riferimento (Cronbach, 1970).

Il test psicologico, in quanto strumento di indagine, può aiutare: la persona a conoscersi meglio; lo psicologo a formulare una diagnosi e/o a valutare l’efficacia di un intervento terapeutico; il ricercatore a osservare specifiche variabili psicologiche, al fine di descriverle con maggiore accuratezza possibile e spiegarne i meccanismi sottesi (Di Blas, 2008).

Lo scopo del test è quello di ottenere la misurazione di un fenomeno per renderlo quantificabile, confrontabile ed osservabile oggettivamente (Gandolfi G., 2015). Tutto questo può essere fatto solo se il test gode delle caratteristiche psicometriche di (Baldi P.L., 2007; Boca S., Ruggieri S. & Ingoglia S., 2007):

  • Standardizzazione, ovvero uniformità delle prove, delle condizioni di somministrazione e delle procedure di determinazione dei punteggi;
  • Attendibilità, per cui un test è attendibile se, somministrato allo stesso soggetto da persone diverse o in occasioni diverse, offre pressoché lo stesso risultato;
  • Validità, vale a dire la capacità del test di misurare effettivamente la variabile o le variabili per la stima delle quali esso è stato costruito.

I test psicologici obiettivi e standardizzati possono essere suddivisi in:

  • Test cognitivi, o di prestazione massima, tra cui figurano i test d’intelligenza, i test attitudinali, i test di profitto e le batterie neuropsicologiche (Huteau M., Lautrey J. 2000; Manna G., 2006)
  • Test non cognitivi, o di prestazione tipica, tra i quali vi sono test di personalità e le scale di atteggiamento (Sartori R., 2011; Sanavio E. & Sica, C. 1999).

Qualunque test psicologico è affidabile solo se somministrato secondo le modalità riportate nel manuale di accompagnamento, da un professionista competente e formato all’utilizzo dello strumento, ed all’interno di un setting adeguato in cui sia possibile garantire la riservatezza e l’attendibilità dei risultati (Giannini et al., 2014; Pedrabissi L. & Santinello M., 1997).

In conclusione, i test online non possiedono quelle caratteristiche psicometriche essenziali per una misurazione obiettiva del comportamento e, pertanto, non possono essere considerati dei test psicologici. Essi hanno un indubbio merito, oltre alla loro evidente funzione ricreativa: possono stimolare nel lettore una riflessione metacognitiva, ovvero la creazione di idee su come funziona la propria mente e quella degli altri (Cornoldi, 1995). In altre parole, grazie alla possibilità di porsi nuove domande in merito al proprio e altrui funzionamento mentale, la lettura di un test online può condurci a vedere la realtà attraverso lenti diverse e a mettere in discussione non solo ciò che ci circonda, ma anche noi stessi ed il nostro modo di pensare, agire, emozionarci. Del resto:

“In ognuno di noi c’è un altro che non conosciamo

(C. G. Jung)

Angela Russo

Info

 

 

 

Bibliografia

Baldi P.L. (2007). Elementi introduttivi al testing psicologico (con esercizi svolti). Milano: Franco Angeli.

Boca, S., Ruggieri, S., Ingoglia, S. (2007). Metodologia della ricerca  psicosociale. Roma-Bari: Laterza

Cornoldi C. (1995). Metacognizione e apprendimento. Bologna, Il Mulino

Di Blas (2008). I test di personalità – Costruzione, scelta, interpretazione. Carocci Editore.

Ercolani, A.P., Perugini, M. (1997). La misura in psicologia. Milano: LED.

Gandolfi G. (2015). Il processo di selezione (strumenti e tecniche). Milano: Franco Angeli.

Giannini M., Gori A., Pannocchia L., Schimmenti A., Caretti V. (2014). Principi di psicometria clinica. Milano: Raffaello Cortina Editore.

Huteau, M., Lautrey, J. (2000). I test di intelligenza. Bologna: Il Mulino.

Manna G. (2006). Introduzione alle tecniche per la valutazione della personalità. Milano: Franco Angeli

McBurney D. H. (2001). Research methods. Belmont, CA: Wadswort Thomson Learning (trad it., Metodologia della ricerca in psicologia. Il Mulino, Bologna, 2001).

Pedrabissi, L., Santinello, M. (1997). I test psicologici. Bologna: Il Mulino.

Sanavio, E., Sica, C. (1999). I test di personalità. Inventari e questionari. Bologna: Il Mulino.

Sartori, R. (2010).Tecniche proiettive e strumenti psicometrici per l’indagine di personalità. Approccio idiografico e approccio nomotetico a confronto. Milano: LED.

Sartori, R. (2011). Metodi e Tecniche di indagine e intervento in psicologia. Milano: LED.

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